Dermocosmesi green. Ovvero?

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Non possiamo affatto ignorarla.
La dermocosmesi green vale 45 miliardi e 800 milioni di euro nel mondo e 1 miliardo e 100 milioni in Italia (Beauty Report Cosmetica Italia 2017).

Ma, numeri a parte, ogni giorno vediamo le nostre clienti sempre più attente agli ingredienti, attratte da ciò che è “naturale”, sensibili all’ecosostenibilità… e piene di domande per noi e di curiosità da soddisfare circa i prodotti che usiamo, o che proponiamo loro per l’home care...

E noi, abbiamo innanzitutto un’offerta che possa soddisfarle? E sappiamo riconoscere caratteristiche e qualità nella vasta famiglia dei prodotti green per poter dare alle nostre clienti il meglio, corredato delle informazioni giuste?
Perchè il green sarà anche cool… ma attenzione, al momento è anche un gran calderone in cui la vera qualità si mescola a prodotti e servizi che si aggrappano alla scia vincente di chi fa le cose con rigore.
Avete mai sentito parlare di greenwashing? È praticamente una doccia verde su un business che non lo è affatto… lo praticano quelle aziende il cui approccio green è concreto solo in superficie, o molto parzialmente, rispetto allo scopo e ai processi che sottendono il vero business.
Naturale e biologico… siete pronte a spiegare la differenza alla vostra cliente “1000 domande”?
Meglio evitare brutte figure… e chiariamo subito che Cosmesi Naturale e Cosmesi Biologica non sono sinonimi… anche se trovare una definizione precisa e univoca non è cosa semplice per via di una certa frammentarietà di disciplinari in materia.
Di certo, però, a contraddistinguere i prodotti cosmetici cosiddetti naturali è il fatto che gli ingredienti che li compongono sono… naturali appunto. Ovvero sostanze di origine vegetale, minerale inorganica o animale (eccetto i vertebrati morti), o loro miscele e prodotti di reazione, in percentuali che variano in base alla categoria di prodotto e del disciplinare a cui la produzione dello stesso fa riferimento.
I cosmetici biologici, anche questi naturali, si differenziano essenzialmente per la provenienza da fonti biologiche certificate sia per quanto riguarda la componente vegetale (anche di origine spontanea purché certificata) che per quella animale. Le percentuali variano in base ai criteri stabiliti dallo standard produttivo a cui fa riferimento il prodotto.
Nessun dubbio sul fatto che in entrambi i casi sono banditi alcuni ingredienti sintetici. Qualche esempio? Siliconi, petrolati, polimeri, parabeni e cessori di formaldeide.
Ma guardatevi bene dal dire che in questi prodotti “non c’è chimica”: a parte burri e olii da massaggio, alcune sostanze di sintesi restano indispensabili nei prodotti dermocosmetici per ovvie ragioni di stabilità!
Un prodotto ecologico… Sì, ma cosa vuol dire? In cosa può essere ecologico un dermocosmetico?

  • nel prodotto: biodegradabilità, formulazioni multifunzione che oltre a essere pratiche hanno un indiretto e concreto risvolto ecologico: inquinano meno… perché comportano lo smaltimento di un solo prodotto!
  • nel packaging: plastica, cartone e vetro riciclati
  • nei processi produttivi: a basso impatto ambientale con l’impiego di energie rinnovabili
  • sul piano commerciale: fair trade, equo e solidale…
  • nella filosofia della marca tout court e nel suo impegno per l’ambiente ed il sociale